Cosa fa punteggio nei concorsi pubblici

Sono diversi i giovani interessati al brevetto di paracadutismo, in quanto necessitano di punteggi validi nei concorsi pubblici delle forze armate come ad esempio il VFP 1. Con il corso di paracadutismo sportivo AFF viene rilasciata l’abilitazione al lancio con paracadute in caduta libera, ma in alcuni casi non è riconosciuto come punteggio in quanto viene espressamente richiesto il brevetto – abilitazione al lancio rilasciata dall’A.N.P.d’I. (Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia) un’associazione nazionale italiana d’Arma che comprende paracadutisti ex combattenti e militari, pertanto occorre leggere attentamente i vari bandi di concorso per l’arruolamento militare italiano e verificare quali abilitazioni permettono di ottenere punteggio. Per quest’ultimo brevetto di paracadutismo, la durata delle lezioni teoriche e di preparazione fisica prima di essere avviati al primo lancio, è di circa due mesi, mentre per entrambe le tipologie di abilitazione, l’età minima è di 16 anni, con l’ autorizzazione dai genitori o di chi detiene la potestà genitoriale.

Brevetto di paracadutismo A.N.P.d’I.

in seguito all’intesa ufficiale, come riportato nella Circolare SME n. 1400/1229 del 1998, con l’Amministrazione della Difesa, ha il privilegio di svolgere ai propri soci, anche ai non militari, un corso che può rilasciare dopo aver effettuato i tre lanci richiesti, un’abilitazione al lancio con paracadute con calotta emisferica ad apertura automatica con fune di vincolo da un altezza di lancio identica con paracadute militare. Dopo aver conseguito l’abilitazione è possibile apporre sulla divisa, il fregio simile al brevetto di paracadutismo militare, ma senza la presenza della stella. I lanci organizzati da l’ANPd’I sono definiti di interesse militare e singolarmente comunicati al Centro Addestramento Paracadutismo della Brigata Paracadutisti Folgore dove vengono regolarmente registrati.

Brevetto di Paracadutismo

brevetto-di-paracadutismo

La normativa vigente

come riportato dall’ENAC nel D.M. 467/T del 1992, Sez. 2, par. 2.7.1, lett. c, considera i lanci per il brevetto di paracadutismo, effettuati sotto il controllo dell’ANPd’I , validi al raggiungimento del numero minimo di lanci occorrenti per il conseguimento della licenza italiana di paracadutismo sportivo. La nostra scuola di paracadutismo collabora con sezioni ANPd’I competenti per territorio e per tale potrà fornirvi informazioni qualora richieste.

Aggiornamento Marzo 2021 – ENAC già a seguito delle precedenti disposizioni del 12 luglio 2019, con una nuova circolare dispone la revoca dell’autorizzazione all’attività avio-lancistica con paracadute vincolato a calotta emisferica; pertanto attualmente non è possibile svolgere questa attività da aerei civili. (Vedi allegato)

In merito al brevetto di paracadutismo

Il corso effettuato sotto il controllo dell’ A.N.P.d’I. rilascia un brevetto di abilitazione al lancio di tipo militare con paracadute emisferico ad apertura mediante fune di vincolo e la persona una volta abilitata, potrà continuare ad effettuare lanci di allenamento o perfezionarsi, sempre presso le scuole di paracadutismo A.N.P.d’I. Ben diverso è il brevetto di paracadutismo militare, che viene rilasciato agli arruolati, sotto le scuole di paracadutismo militare come ad esempio il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania, la Brigata paracadutisti Folgore, Gruppo Operativo Incursori (G.O.I.) della Marina Militare, 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti Col Moschin. Esistono anche altri brevetti di paracadutismo militare esteri contraddistinguili dal tipo di fregio.

Inoltre il brevetto di paracadutismo A.N.P.d’I. non prevede la caduta libera, pertanto chi vorrà effettuare tale attività dovrà effettuare un apposito corso di paracadutismo come il corso accelerato di caduta libera, essendo diverso anche il tipo di paracadute utilizzato. Anche nei reparti militari sopra citati si effettuano lanci in caduta libera denominati T.C.L (Tecnica Caduta Libera). Nei reparti speciali ed in special modo nei reparti di incursori si svolgono due tipologie di attività:

HALO

HALO sta per High Altitude Low Open (Alta Altitudine Bassa Apertura). È una tecnica di lancio militare usata dagli incursori per infiltrarsi in zone nemiche senza essere avvistati; normalmente la squadra è dotata di un GPS personale e dei speciali occhiali che permettono la visione notturna. Il lancio viene effettuato da altezza di circa 10.000 metri, ed ogni individuo è munito di bombola di ossigeno e tuta termica. L’apertura del paracadute avviene ad un’altezza di circa 300 metri dal suolo in modo da privilegiare la velocità a scapito della distanza percorribile in aria.

HAHO

HAHO sta per High Altitude High Open (Alta Altitudine alta Apertura). È un tipo di lancio simile a quella HALO soltanto che l’apertura del paracadute avviene subito dopo il lancio. Vengono utilizzati dei paracadute a profilo alare (come quelli utilizzati nei lanci di paracadutismo sportivo) di grandi dimensioni, per poter coprire una maggiore distanza orizzontale anche di 40 kilometri. In Italia l’unico reparto in cui viene rilasciato questo brevetto di paracadutismo è quello del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”.

Cenni Storici

Il paracadutismo italiano iniziò durante la prima guerra mondiale, ovviamente solo a scopo militare. Chi lo praticava era anche un pioniere essendo i materiali sperimentali e con continue evoluzioni. Nel 1918 tre ufficiali dell’allora Regia Esercito, i tenenti Alessandro Tandura, Pier Arrigo Barnaba e Ferruccio Nicoloso, effettuarono lanci con paracadute nelle linee austriache per osservare i movimenti del nemico e riportare le informazioni al Comando Italiano, per mezzo di piccioni viaggiatori. Fecero il lancio senza aver ricevuto nessun tipo di addestramento, tranne il consiglio di tenere le gambe unite e di stringere i denti. Subito dopo negli anni ’20, in Italia si cominciò a pensare a un utilizzo più vasto del paracadute.

Nel 1923, fu il momento in cui la prima donna italiana effettua un lancio con paracadute, il suo nome è Alba Russo e si lanciò a Napoli da una altezza di 400 metri. Nel 1927 la Regia Aeronautica organizzò corsi di paracadutismo diretti dall’aviatore esperto Prosfero Freri, al quale vennero rilasciati 256 brevetti. Nel 1939 l’allora tenente pilota Giuseppe Baudoin de Gillette, fu il primo comandante della Regia Scuola di Paracadutismo di Tarquinia. Approfondimenti storici sono disponibili alla seguente pagina.