Paracadutismo, stratosfera e ricerca
Lancio dallo spazio: storia, record e imprese dalla stratosfera
Da Joseph Kittinger a Felix Baumgartner e Alan Eustace: cosa significa davvero lanciarsi dalla stratosfera, quali record sono stati stabiliti e quale tecnologia rende possibile sopravvivere a quasi 40 chilometri di quota.
Felix Baumgartner si è davvero lanciato dallo spazio? Nel linguaggio comune sì, ma tecnicamente il salto Red Bull Stratos del 14 ottobre 2012 partì dalla stratosfera, a 38.969,4 metri. Era molto al di sotto della linea di Kármán, posta convenzionalmente a 100 km, ma in un ambiente già estremo per pressione, temperatura e densità dell’aria.
“Lancio dallo spazio” o lancio dalla stratosfera?
L’espressione “lancio dallo spazio” è diventata popolare grazie alla comunicazione di Red Bull Stratos e alla spettacolare immagine della curvatura terrestre. Dal punto di vista atmosferico, però, Baumgartner e gli altri pionieri sono partiti dalla stratosfera.
La stratosfera si estende approssimativamente da 10–15 km fino a circa 50 km. La linea di Kármán, riferimento convenzionale spesso usato per indicare l’inizio dello spazio, si trova a 100 km. Definire correttamente queste imprese non le ridimensiona: a 39–41 km la pressione è troppo bassa per la sopravvivenza senza protezione e una perdita di pressurizzazione può essere letale.
Lancio sportivo
Quota tipica di molti lanci in paracadute da aeromobile, senza tuta pressurizzata.
Salti stratosferici
Quote raggiunte da Baumgartner ed Eustace con pallone, ossigeno e sistemi pressurizzati.
Linea di Kármán
Confine convenzionale internazionale frequentemente usato per parlare di spazio.
I tre protagonisti dei grandi salti stratosferici
Joseph Kittinger — 1960
Con il progetto Excelsior III si lanciò da circa 31,3 km. Il suo lavoro studiava sistemi di fuga e sopravvivenza per aviatori ad alta quota. Cinquantadue anni dopo sarebbe diventato mentore e capsule communicator di Baumgartner.
Felix Baumgartner — 2012
Con Red Bull Stratos uscì dalla capsula a 38.969,4 m e raggiunse 1.357,6 km/h, diventando il primo essere umano a superare la velocità del suono in caduta libera senza propulsione.
Alan Eustace — 2014
Con StratEx partì da circa 41.422 m, sospeso direttamente sotto il pallone in una tuta pressurizzata. I suoi record FAI di quota d’uscita sono ancora il riferimento.
| Impresa | Data | Quota d’uscita | Elemento distintivo |
|---|---|---|---|
| Joseph Kittinger | 16 agosto 1960 | circa 31.300 m | Progetto Excelsior III e ricerca sui sistemi di fuga ad alta quota |
| Felix Baumgartner | 14 ottobre 2012 | 38.969,4 m | Mach 1,25 e massima velocità verticale senza drogue |
| Alan Eustace | 24 ottobre 2014 | circa 41.422 m | Record di quota, salita senza capsula pressurizzata e discesa stabilizzata da drogue |
Felix Baumgartner e Red Bull Stratos
Il 14 ottobre 2012 Felix Baumgartner decollò da Roswell, nel Nuovo Messico, all’interno di una capsula pressurizzata sollevata da un enorme pallone a elio. Dopo oltre due ore di salita aprì il portello e si lasciò cadere verso la Terra.
La FAI ratificò tre record: massima velocità verticale, quota d’uscita e distanza verticale di caduta libera. I dati definitivi indicarono un’uscita a 38.969,4 m, una caduta libera verticale di 36.402,6 m e una velocità massima di 1.357,6 km/h.
La caduta libera durò 4 minuti e 19 secondi. Nella fase iniziale Felix entrò in una rotazione rapida: uno dei pericoli più seri era perdere coscienza per le accelerazioni e non riuscire più a controllare il corpo. Riuscì a stabilizzarsi prima dell’apertura.


Felix Baumgartner: il nostro incontro e l’ultimo giorno nel Fermano
Per Skydive Sunrise Felix non era soltanto il protagonista di un’impresa vista in tutto il mondo. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscerlo personalmente, parlare con lui e ospitarlo nel Fermano.
Il 17 luglio 2025 Felix si trovava nuovamente nel nostro territorio ed era nostro ospite. Quel giorno perse la vita a Porto Sant’Elpidio durante un volo in paramotore, a 56 anni. La vicinanza personale e geografica rende questo ricordo particolarmente doloroso per tutta la nostra realtà.
Ricordiamo Felix per la competenza, la ricerca continua del volo e la disponibilità mostrata nell’incontro con il nostro ambiente. Dietro l’immagine pubblica del recordman c’era una persona che aveva dedicato la propria vita a discipline diverse dell’aria.
Perché un lancio stratosferico richiede tecnologia aerospaziale
Un lancio da aeromobile e un salto dalla stratosfera condividono alcuni principi del paracadutismo, ma l’ambiente operativo è radicalmente diverso. Nella parte alta della stratosfera l’aria è rarefatta, la pressione insufficiente e le temperature estreme.
Tuta pressurizzata
Mantiene un ambiente compatibile con la vita e protegge da depressurizzazione, freddo e flusso aerodinamico ad alta velocità.
Ossigeno e life support
Respirazione, pressurizzazione, temperatura e parametri fisiologici devono essere controllati durante salita e discesa.
Sistemi di stabilizzazione
Con aria molto rarefatta i normali movimenti del corpo producono meno controllo. Rotazioni rapide possono diventare incapacitanti.
Paracadute multipli
Principale, riserva e sistemi dedicati vengono integrati con tuta, ossigeno e procedure automatiche o di emergenza.
Capsula o modulo di salita
Baumgartner utilizzò una capsula pressurizzata; Eustace salì sospeso direttamente sotto il pallone con un sistema più leggero.
Telemetria e controllo missione
Quota, velocità, traiettoria e condizioni fisiologiche vengono seguite a terra da un’équipe multidisciplinare.

La fisica della caduta dalla stratosfera
In aria rarefatta la resistenza aerodinamica è inizialmente molto bassa. Il corpo accelera quindi fino a velocità che non sarebbero raggiungibili nella parte più densa dell’atmosfera. Scendendo, la densità cresce, aumenta la resistenza e la velocità si riduce prima dell’apertura del paracadute.
Il superamento del muro del suono non dipende soltanto dalla velocità in chilometri orari: la velocità locale del suono cambia con la temperatura. I dati di missione indicarono per Baumgartner Mach 1,25.
- Pressione: senza pressurizzazione, l’organismo non può funzionare normalmente a quelle quote.
- Temperatura: tuta, guanti e casco devono proteggere durante una lunga esposizione.
- Controllo: con poca aria è più difficile produrre forze utili a correggere l’assetto.
- Rotazione: una flat spin può generare accelerazioni pericolose e perdita di coscienza.
- Apertura: quota e velocità devono rientrare nel campo previsto per il sistema di paracadute.
Chi detiene oggi il record del lancio più alto?
Felix Baumgartner rese celebre il salto stratosferico, ma il suo record di quota d’uscita fu superato il 24 ottobre 2014 da Alan Eustace. La FAI riporta per Eustace un’uscita a circa 41.422 metri; a dieci anni dall’impresa, nel 2024, i suoi tre record risultavano ancora imbattuti.
Baumgartner conserva però un posto unico nella storia: il suo record di massima velocità verticale senza drogue e l’impatto culturale della missione Red Bull Stratos hanno trasformato un progetto tecnico in un evento seguito globalmente.
Dal salto stratosferico al primo lancio tandem
Non servono una capsula pressurizzata o anni di addestramento per scoprire la caduta libera: il tandem permette di viverla accompagnati da un istruttore.