Una storia vissuta a Skydive Sunrise

Marco Baruffaldi: il lancio in paracadute, la musica e la lotta al bullismo

Nel 2024 abbiamo conosciuto Marco Baruffaldi e condiviso con lui un lancio tandem a Fermo: una giornata fatta di preparazione, emozione e fiducia, dentro una storia personale che Marco racconta da anni attraverso musica e parole.

Chi è Marco Baruffaldi? Nato nel 1995 e originario di Castelfranco Emilia, Marco è un rapper, autore e testimone contro il bullismo. Ha la sindrome di Down, ma la sua storia pubblica non si esaurisce nella disabilità: parla di musica, famiglia, scuola, ferite raccontate senza nasconderle e diritto di essere ascoltati.

Il giorno in cui Marco è arrivato da noi a Fermo

Il lancio di Marco non è una storia osservata da lontano: è accaduto nella nostra scuola. Nel 2024 Marco è arrivato a Skydive Sunrise insieme al padre Arnaldo, da sempre al suo fianco nelle attività pubbliche e nel percorso contro il bullismo.

Prima dell’aereo ci sono stati accoglienza, conoscenza reciproca e briefing. Come per ogni passeggero, l’esperienza è stata preparata verificando comprensione delle indicazioni, collaborazione nelle posizioni richieste e corretta regolazione dell’imbracatura.

Quello che ricordiamo non è un’etichetta o una “impresa impossibile”, ma la presenza di Marco: l’attesa, l’energia, la curiosità e la voglia concreta di vivere quella giornata.

Marco Baruffaldi in aereo prima del lancio tandem a Skydive Sunrise
Marco Baruffaldi a bordo dell’aeromobile durante la salita verso la quota di lancio.
Esperienza diretta: fotografie e racconto del lancio provengono dalla giornata vissuta con Marco presso Skydive Sunrise a Fermo.

Il lancio in paracadute di Marco Baruffaldi

Dopo il briefing e la vestizione, Marco è salito in aeroplano collegandosi all’istruttore tandem secondo le procedure previste. La salita è stata il tempo dell’attesa; l’uscita ha trasformato quell’attesa in caduta libera.

Nelle immagini Marco è presente in ogni fase: in aereo, nel flusso d’aria e poi sotto la vela tandem. Non raccontano una persona “portata” passivamente a fare qualcosa, ma un passeggero coinvolto nell’esperienza e seguito da professionisti.

All’atterraggio, la soddisfazione apparteneva prima di tutto a Marco. Per chi era presente, il valore della giornata è stato incontrarlo e condividere un’esperienza scelta da lui, non usare il lancio come dimostrazione astratta sulla disabilità.

Non un gesto terapeutico. Il lancio tandem è un’attività ricreativa e sportiva. Può essere emotivamente significativo, ma non deve essere descritto come trattamento medico o psicologico.

Chi è Marco Baruffaldi: una storia raccontata in prima persona

Marco è diventato conosciuto dal grande pubblico raccontando il bullismo subito e scegliendo di rispondere attraverso la musica. La sua testimonianza è arrivata sul web, nelle scuole, in televisione e negli incontri pubblici.

2017: “Siamo diversi tra noi”

Il brano e il relativo video trasformano pensieri ed esperienze di Marco in un messaggio contro il bullismo.

2018: La testimonianza diventa pubblica

Il racconto delle violenze subite raggiunge un pubblico ampio; Marco porta il brano anche sul palco di Tú sí que vales con J-Ax.

Gli incontri nelle scuole

Marco e il padre Arnaldo incontrano studenti e adulti per parlare di bullismo, ascolto e responsabilità.

2022: L’autobiografia

Il libro Sfigatamente fortunato. Il bello di essere fuori raccoglie la vita quotidiana, le relazioni, la sindrome di Down e l’impegno pubblico.

2024: Il lancio a Skydive Sunrise

Marco aggiunge alla propria storia l’esperienza del paracadutismo tandem vissuta con noi a Fermo.

La notorietà è importante soprattutto perché gli ha permesso di prendere parola. Marco non è soltanto il soggetto di una storia raccontata da altri: scrive, canta e interviene in prima persona.

“Siamo diversi tra noi”: la musica come risposta

Marco ama il rap, il rock e la batteria. Nel brano “Siamo diversi tra noi” la musica diventa un mezzo per dire ciò che il bullismo prova a cancellare: identità, voce e diritto di essere riconosciuti.

«La diversità non va guardata da ciò che ti rende diverso, ma da ciò che ti rende uguale.»Marco Baruffaldi, intervista a Sguardi di Confine
Marco Baruffaldi mostra il proprio libro durante la discesa con il paracadute tandem aperto
Marco ha affidato a canzoni, incontri e autobiografia il proprio messaggio contro il bullismo.

Il testo nasce anche dal lavoro svolto con la Ritmosofia e dai pensieri condivisi con il padre. Non cerca di rendere la diversità invisibile, ma contesta l’idea che una differenza autorizzi esclusione, insulto o violenza.

Dal bullismo alla testimonianza nelle scuole

Marco ha raccontato pubblicamente episodi gravi vissuti durante il proprio percorso scolastico. La scelta editoriale corretta non è ripetere ogni dettaglio per suscitare commozione, ma ascoltare ciò che Marco ne ha fatto: una testimonianza rivolta a ragazzi, genitori, insegnanti e istituzioni.

Nei suoi incontri invita chi subisce bullismo a non restare solo, a parlare con adulti affidabili e a denunciare. Il messaggio riguarda anche chi osserva: l’omertà e l’indifferenza permettono alla violenza di continuare.

Ascoltare

Credere alla persona e non minimizzare ciò che sta raccontando.

Parlare

Coinvolgere famiglia, scuola e figure responsabili senza lasciare sola la vittima.

Intervenire

La responsabilità non appartiene soltanto a chi subisce: riguarda adulti, compagni e istituzioni.

Il lancio non cancella le ferite del bullismo. Può però entrare nella narrazione di Marco come un’esperienza positiva scelta e vissuta, accanto alla musica, al libro e agli incontri pubblici.

“Sfigatamente fortunato”: il libro di Marco Baruffaldi

Nel volume Sfigatamente fortunato. Il bello di essere fuori. Un ragazzo con la sindrome di Down si racconta, Marco presenta la propria vita senza separare difficoltà, ironia, famiglia, passioni e relazioni.

La Lega del Filo d’Oro, che ha ospitato una presentazione del libro nel 2022, riporta l’obiettivo espresso da Marco: far conoscere la sindrome di Down nella quotidianità, nelle attività e nei rapporti con gli altri.

Il titolo evita una biografia costruita soltanto su “sfide e vittorie”. C’è spazio anche per ciò che è ordinario, contraddittorio e personale: proprio ciò che rende una persona più ampia della propria diagnosi.

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Copertina di Sfigatamente fortunato. Il bello d’esser fuori, di Marco Baruffaldi
Marco Baruffaldi, Sfigatamente fortunato. Edizioni Gruppo SIGEM.

Paracadutismo inclusivo: accesso, valutazione e partecipazione

Dire che “il tandem è per tutti” comunica apertura, ma dal punto di vista operativo è più corretto dire che il tandem può essere accessibile a molte persone attraverso una valutazione individuale. Una diagnosi, da sola, non descrive capacità, comprensione, mobilità o necessità della persona.

Persona, non etichetta

La valutazione considera comunicazione, consenso, comprensione delle indicazioni, mobilità, corporatura e condizioni sanitarie rilevanti.

Attrezzatura

L’imbracatura deve poter essere regolata correttamente; eventuali adattamenti richiedono competenze e attrezzature appropriate.

Collaborazione

Il passeggero deve poter partecipare alle posizioni e alle azioni previste oppure devono essere definite modalità compatibili e sicure.

Decisione condivisa

Famiglia, persona, medico quando necessario e scuola contribuiscono con ruoli differenti; la decisione operativa resta alla struttura responsabile.

Inclusione non significa eliminare i requisiti. Significa non escludere automaticamente e cercare soluzioni ragionevoli quando condizioni personali, attrezzatura, procedure e competenze lo consentono.

Il progetto Veramente Abili e l’eredità di Marco Schenetti

L’esperienza di Marco si collega al lavoro di Veramente Abili ASD, associazione nata per favorire l’accesso delle persone con disabilità agli sport dell’aria. Il progetto fu fondato da Marco Basilio Schenetti, istruttore tandem e carabiniere, insieme alla sua compagna.

Nel settembre 2024 l’associazione organizzò a Molinella il primo campionato italiano di paracadutismo per persone con disabilità. Marco Schenetti è scomparso nel luglio 2025, a 57 anni, lasciando un progetto che continua a rappresentare un riferimento per chi lavora affinché gli sport dell’aria siano più accessibili.

La sua eredità vive nelle esperienze rese possibili, nelle soluzioni sviluppate per rispondere alle necessità individuali e nell’idea che l’inclusione debba tradursi in opportunità concrete, preparate con competenza e responsabilità.

Il tandem è un’esperienza personale

Ogni richiesta viene valutata individualmente. Se ci sono condizioni sanitarie, esigenze motorie o necessità di supporto, è importante comunicarle prima della prenotazione.

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